Capitolo XIII – Gli Angeli

Decido di alzarmi. Me lo ero promesso: una volta scelta la mia mossa mi sarei alzato. Ho scelto. Mi alzo. Vado a riprendermi la mia Penelope. Oggi sarà un giorno diverso. È strano come una repentina determinazione non prenda in considerazione i dettagli della praticità; ma poco importa come e dove, purché sia oggi.

Decido di dirigermi verso via del Governo Vecchio, rallentando ora il passo per far trascorrere più velocemente il tempo percorrendo meno kilometri; non è indecisione, ma elaborazione. Devo studiare la mia mossa. Penelope accusava questa strada di rasentare l’assurdo, in particolare per i negozi che ospita, nei quali alcuni indumenti femminili potevano arrivare a costare, all’epoca, un milione e mezzo di lire. Se vado a sinistra arrivo alla statua del Pasquino, ma a me, al contrario di molti, non interessa: non sono mai riuscito a leggervi le lettere affissate dai romani. Se vado a destra arrivo, invece, al Bar dell’Orologio, dove Dario, che mi conosce e mi vuol bene, sa che a quest’ora non posso desiderare altro che un po’ di latte fresco. Opto dunque per la destra.

…Rimosso Giovedì 07.07.2016 Per ulteriori informazioni contattare l’autrice. Buona Lettura!

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