Capitolo XII – Una Partita a Scacchi

Mi accasciai proprio ai piedi di quella curiosa segnaletica. Era il tredici novembre e, nonostante fossi ben coperto, tremavo dal freddo. Capii di essere più indebolito di quanto pensassi, ma non avevo idea di cosa fare. Ad immobilizzarmi era il mio smarrimento. Ed ecco che si riproponeva, oltre alla sensazione di piccolezza, quella sensazione di immobilità che accompagna la sfiducia nei confronti della partita.

Quando riaprii gli occhi, era calata la notte. Davanti a me c’era un ragazzo bianco, magro e dal viso stranamente sproporzionato rispetto al resto del corpo. Era grande la sua testa; o almeno così mi sembrava. Altrettanto grandi mi sembravano i suoi occhi ravvicinati, contornati, sopra, da folte sopracciglia arcate e, sotto, da profonde occhiaia scure. Il suo naso era lungo e le sue labbra carnose. Aveva il tipico viso da bravo ragazzo e quattordici anni, anche se ne dimostrava di più. Il suo nome era Bobby Fischer.

…Rimosso Giovedì 07.07.2016 Per ulteriori informazioni contattare l’autrice. Buona Lettura!

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