Capitolo XIV – Montagne Blu

Bobby mi portò a casa sua a Brooklyn: un appartamentino sito in un edificio in mattoncini a quattro piani, al 560 di Lincoln Place, come fece scrivere in seguito sulla piastrina, stile militare, che attaccò alla mia collana e simile a quella che indossava lui stesso intorno al collo. Al piano terra c’era un piccolo negozio di dolciumi, dove la madre di Bobby era solita comprare i giocattoli per lui e sua sorella.

La madre di Bobby era una donna bella ed elegante; il suo nome era Regina. Aveva origini tedesche e, prima di approdare negli Stati Uniti, era vissuta anche lei per alcuni anni in Russia, dove si sposò con colui che presumibilmente doveva essere il padre di Bobby e che sicuramente era quello di sua sorella Joan, quest’ultima maggiore di lui di cinque anni. Regina parlava tantissime lingue; era educata, sia socialmente che accademicamente. Quando la incontrai per la prima volta, insegnava ancora presso la scuola elementare e faceva l’infermiera nel vicino ospedale di Prospect Heights.

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Capitolo XIII – Gli Angeli

Decido di alzarmi. Me lo ero promesso: una volta scelta la mia mossa mi sarei alzato. Ho scelto. Mi alzo. Vado a riprendermi la mia Penelope. Oggi sarà un giorno diverso. È strano come una repentina determinazione non prenda in considerazione i dettagli della praticità; ma poco importa come e dove, purché sia oggi.

Decido di dirigermi verso via del Governo Vecchio, rallentando ora il passo per far trascorrere più velocemente il tempo percorrendo meno kilometri; non è indecisione, ma elaborazione. Devo studiare la mia mossa. Penelope accusava questa strada di rasentare l’assurdo, in particolare per i negozi che ospita, nei quali alcuni indumenti femminili potevano arrivare a costare, all’epoca, un milione e mezzo di lire. Se vado a sinistra arrivo alla statua del Pasquino, ma a me, al contrario di molti, non interessa: non sono mai riuscito a leggervi le lettere affissate dai romani. Se vado a destra arrivo, invece, al Bar dell’Orologio, dove Dario, che mi conosce e mi vuol bene, sa che a quest’ora non posso desiderare altro che un po’ di latte fresco. Opto dunque per la destra.

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Capitolo XII – Una Partita a Scacchi

Mi accasciai proprio ai piedi di quella curiosa segnaletica. Era il tredici novembre e, nonostante fossi ben coperto, tremavo dal freddo. Capii di essere più indebolito di quanto pensassi, ma non avevo idea di cosa fare. Ad immobilizzarmi era il mio smarrimento. Ed ecco che si riproponeva, oltre alla sensazione di piccolezza, quella sensazione di immobilità che accompagna la sfiducia nei confronti della partita.

Quando riaprii gli occhi, era calata la notte. Davanti a me c’era un ragazzo bianco, magro e dal viso stranamente sproporzionato rispetto al resto del corpo. Era grande la sua testa; o almeno così mi sembrava. Altrettanto grandi mi sembravano i suoi occhi ravvicinati, contornati, sopra, da folte sopracciglia arcate e, sotto, da profonde occhiaia scure. Il suo naso era lungo e le sue labbra carnose. Aveva il tipico viso da bravo ragazzo e quattordici anni, anche se ne dimostrava di più. Il suo nome era Bobby Fischer.

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Capitolo XI – Questione di Mosse

Tina asciuga le lacrime, che le scorrono lungo le guance dal colore spento, e gli occhi, che ne sono sorgente da tutta la vita. Mi guarda con un sorriso forzato ed esclama: «C’est la vie!». La leggerezza di questa frase è tuttavia smentita dal tremore della voce con cui è enunciata. Paga il suo bicchiere di vino con le monete rimaste e si alza. Sento che in qualche modo mi sta salutando e che vuole tornare in esclusiva compagnia di sé stessa. Non la seguo.

Mi alzo e vado quindi nella direzione opposta, a piazza del Fico, al confine tra il rione Parione e il rione Ponte. L’enorme edificio è stato finalmente restaurato ma, invece di essere abitato da gente del quartiere, è diventato un albergo immane, che credo si voglia lussuoso. Per innumerevoli anni, circa un ventennio, ad eccezione del Bar del Fico posto al piano terra, l’intero edificio è stato sottoposto a sequestro e quindi praticamente abbandonato.

…Rimosso Martedì 17.05.2016 Per ulteriori informazioni contattare l’autrice. Buona Lettura!