Capitolo VIII – La Corsa allo Spazio

Ero perso nel nulla, in una vasta landa del Kazakhstan, quando incontrai Sergey. Nonostante le mille intemperie affrontate durante il viaggio, ero di buono spirito, ancora forte, atletico più che mai. Sergey era un uomo di altezza media, robusto, con una grande testa e un collo appena discernibile. Era evidente che la vita lo avesse marcato particolarmente. Aveva il viso di chi malgrado sé stesso si è confrontato con più di un’ingiustizia: situazioni inenarrabili. Li riconosco subito i visi così, subiscono una sorta di innaturale deformazione, impossibile da celare, impossibile da ignorare. Era vestito da grand’uomo, in giacca e cravatta e scarpe scure ben lucidate. Portava il bavero del lungo cappotto blu notte alzato e la tesa del cappello calata. La sua postura era imponente; i suoi occhi riflettevano una creativa intelligenza.

Era solo, camminava lento e diceva tra sé e sé, ma con voce a me udibile: «Scompariremo tutti, senza lasciare alcuna traccia!».

…Rimosso Giovedì 28.04.2016 Per ulteriori informazioni contattare l’autrice. Buona Lettura!

[Photo: Sergey Korolyov]

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