Roma – Berlino solo andata

“È tardi! È tardi!” grida freneticamente Mr. White Rabbit. Erano considerati diversi. Ci sarebbe stata un’infinità di aggettivi per qualificarli. Sarebbe dipeso dai punti di vista. Sarebbe stato facile. Erano alla mercé di chi avrebbe voluto giudicare e sentenziare. Lo sono tutt’ora. “Mi spieghi perché sei sempre troppo bassa o troppo alta?” Per molti una passerella di volti senza nome, come i più. Per pochi eletti una manciata di stelle brillanti piovuta dal cielo, come rari diamanti estratti con la logorante perseveranza di massicci corpi, che faticano e sudano in miniera, alla ricerca di qualcosa che forse non troveranno mai. Alcuni fanno ancora finta di essere indignati, intraprendendo inutili risse che si addicono solo agli ubriachi notturni; altri lasciano stare in partenza; altri creano tane impenetrabili; altri viaggiano, senza spostarsi, in mondi fantastici, accompagnati dalle loro passioni; altri partono in aereo verso nuovi orizzonti. “Ho una malattia si chiama fantasia: porta quasi all’eresia è considerata pazzia…” Sono molto diversi tra loro; in comune hanno una sola cosa: una leale sincerità. Non indossano maschere né cappelli; borsalini, cilindri, bombette e chepì non fanno per loro. Non si spacciano per quello che non sono e non desiderano essere diversi da quello che sanno essere. “Cosa essere tu?” chiede il Brucaliffo. Non so chi siano, ma sono belli. Non corrispondono ai canoni di una società che li vuole in giacca e cravatta e “seri”, orologio nel taschino. “Il tempo si è offeso e si è fermato, da allora più neanche un ticchettio.” La loro serietà sta nell’essere chi sanno essere e non chi – secondo altri – dovrebbero essere. È probabile che questo a volte li faccia sentire soli. Soli a tal punto da mettere in dubbio finanche la loro bellezza. “Deliranza! che Bellanza!” La loro solitudine: un bagaglio interessante, talvolta pesante, talvolta ingombrante. Non riescono a decidere se sia una meravigliosa conquista o una tremenda condanna; sanno per certo però che è una fedelissima compagna. Ciò che vi è di più assurdo e apparentemente paradossale è che proprio attraverso questa solitudine si ritrovano tra loro: un incontro che ha sempre senso, un incontro che non conosce sforzo, un incontro che deve essere, perché è. Non li conosco. Loro non conoscono me. Ma nei silenzi voglio credere che ci riconosciamo. E allora se penso a loro mi viene uno spontaneo sorriso, constato che sono belli, che mi piacciono, che esistono, che ci sono. “Se ci credi burattini dovresti pagare per vederci! E se ci credi persone viventi dovresti salutarci!” Questo mi da pace. Loro non sanno l’effetto che hanno su di me; ma lo hanno e li ringrazio. Ammiro un armonicista. Ha uno spirito che trapela infinita possibilità. E non è forse proprio la sensazione di possibilità che ci dà vita? “E’ impossibile! Solo se pensi che lo sia!” Sì, di fatto, non li conosco, ma conosco le sensazioni che mi danno e di cui io vivo. Per me sono e rimangono magici. Elfi di un mondo parallelo che sembra non far parte del caos, ma semplicemente e di fatto appartenenti all’universo nella pace che trasmette la sua grandezza. Sono “moltosi” e spero non perderanno mai la loro “moltezza”!

Alice: “Credi che io sia diventata matta??”

Padre: “Temo di sì, sei pazza, folle, assolutamente svitata, hai perso la zucca… ma ti svelo un segreto: tutti i migliori sono matti!”

Aurora Kastanias, 1° Ottobre, 2013

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3 thoughts on “Roma – Berlino solo andata”

  1. yeah! molto interessante… bello! diverso. ma sugli stessi insulsi illustri che hai così…sottilmente ma con precisione illustrato, avrei qualcosa da ridire, zecche ridicole! auhauahuhuah! (scherzo!)
    Lu

  2. ma è … bellissimo! incredibile. pazza vita, cavoli ma io non mi ricordo di aver scritto set scemenze qui sopra!!! ma…che succede!? io non ho scritto qui sopra!! non mi ricordo, e non ha senso…..dovevo essere così’ ubriaco, o fatto, che… neanche mi ricordo.
    cmq Aury. non bevo più’ ho smesso anche con le canne , le droghe, la carne. qualcosa è scattato dentro di me. dopo i primi 25 giorni qui a Rio. qualcosa di…. importante. hahaha…. la strizza di crepare del 40enne drogato? ma no…che parola riduttiva, di merda. Sai , la mia grande rivolta , la mia grande delusione, che poi mi ha portato a fuggire, qui, dove per puro caso, mi sono messo in testa che ne ho veramente abbastanza di uccidermi a prestazioni dilazionate, è stato proprio il fatto che….. anche per loro, persino per loro, praticamente tutti loro, tranne uno o due, al massimo: io ero diventato proprio questo. un drogato. un….povero stronzo, uno da compatire, uno da prendere per il culo…in entrata e in uscita, proprio loro, i diamanti. ora non ero più’ un diamante come loro. Almost blue. Questa sensazione la leggevo nei loro occhi quando mi guardavano. E mi uccideva. anche se ero già morto. Dentro. Ebbene, sono rinato. Tiè! E sono sempre il più’ pazzo di tutti, ma la mia pazzia vale oro, e sto imparando a tenermela per me!
    Comunque, per me quei brutti momenti sono passati. di vedere i miei migliori amici, guardarmi in quella maniera. E del resto, oggi, li capisco, li comprendo, li perdono e mi mancano…. un po’.

    La verità è che molti di loro sono troppo piccoli per capire chi e perché si droga pesante. troppi di loro sono ancora legati a ideologie, simboli e limitazioni , barriere psicologiche, paura e pura ignoranza, o chiamala mancanza di voglia di conoscere il motivo profondo delle cose, leggere, capire, sapere. è stata una mega esperienza conoscerli, vivere insieme a loro intensamente e poi , alla fine, staccarsi. Con la speranza che qualcosa, qualcuno, mi avrebbe salvato da me stesso, dai miei demoni. E alla fine, ripeto, per puro caso, è scattato qualcosa e ci sto riuscendo, ci sto provando, oggi, e da una manciata di splendidi, dolorosissimi e intensissimi, interminabili giorni. La vita è un atto di coraggio, che a me era sempre mancato a sprazzi… 😛

    Tu invece no. Tu e tante persone che mi danno la sensazione di essere speciali, in cui vedo chiaramente qualcosa di … magico, importante! ma non so mai esattamente cos’è! E il peggio è che spesso solo io la vedo! dove altri vedono un deficiente, io vedo un genio. E mi rimprovero tanto di aver rinunciato, tante volte alla mia visione fantastica, per aggregarmi a criticare e parlare male dei miei piccoli grandi eroi, per puro conformismo. Che schifo. Lasciamo stare….altrimenti dovrei arrivare al punto di confessare che la droga, quando ti domina, ti trasforma in un conformista della peggiore specie.

    Verro’ a visitarti più’ spesso qui. E spero anche che tu ti permetta di venirmi a visitare qui!! 😉 miss you.

    Lu

    1. Mio Caro Lu,
      non mi aspettavo questa tua nota e mi ha quindi sorpreso doppiamente e profondamente. Sono felice di saperti più placido e più soddisfatto di te stesso. Ahimè, caro Lu, credo fondamentalmente che nessuno ci possa mai davvero aiutare a cambiare; uno cambia solo quando lo vuole veramente; come dici tu: “quando scatta una scintilla” quasi inspiegabilmente, e si ha voglia di andare oltre.
      Gli sguardi di chi sembra giudicarci non sono mai piacevoli, ma quando, quasi per caso, ci rendiamo conto che quello sguardo è in verità il nostro su noi stessi, riflesso nei loro occhi, in quel preciso istante, ci colpisce e ci pone dinanzi a un bivio: tu hai scelto la vita e ciò, di per sé, ti fa onore, perché, sì, ci vuole coraggio!
      troviamoci e ritroviamoci qui.
      un caro abbraccio,
      io

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